Catalogo
GINO MAROTTA
naturale / artificiale
Curatore:
Lorenzo Canova
Formato:
17 x 24
Pagine:
64
N. illustrazioni:
32 a colori
Rilegatura:
brossura con alette
Anno pubblicazione:
2007
Lingua:ed. bilingue italiano/inglese
ISBN/EAN:97888-3660907-9
Prezzo:
15,00 Euro

Ha inaugurato lo spazio espositivo di ARATRO (Archivio delle Arti Elettroniche-Laboratorio per l’Arte Contemporanea) dell’Università degli Studi del Molise un’esposizione che ha reso omaggio a Gino Marotta (Campobasso, 1935), artista molisano considerato un protagonista della ricerca artistica italiana e affermato anche a livello internazionale.
Il volume, pubblicato per l’occasione, presenta una serie di opere esemplari della ricerca di Marotta, incentrata  sulla sperimentazione e sull’impiego di materiali inediti: i Metacrilati, così chiamati dal composto chimico utilizzato, sono indicativi  della costante riflessione condotta dall’artista sul rapporto tra dimensione naturale e artificiale, tra mondo biologico e la sua ricreazione, (o la sua sostituzione?), in laboratorio. Ambienti fatti di luce e vuoto e presenze cromatiche spinte al limite dell’immateriale mostrano l’intensità e il rigore della concezione iconica dell’artista. Il catalogo delle opere è preceduto dai saggi critici di Lorenzo Canova e Maria Cristina Bastante.



Campobasso, marzo - giugno 2007



Gino Marotta (Campobasso, 1935) blends in his works industrial design and architecture, exploring the relationship between the natural and the artificial according to scientific and technological criteria. The material of which his works are made form an integral part of this, as shown by his Methacrylates, so-called for the chemical compound used, which establish a dialogue between the biological world and its recreation (or replacement) in the laboratory.
A protagonist of Italian avant-garde movements from the 1950s onwards, between the 1960s and 1970s the artist creates works in which nature and the history of art are dealt with by a technological paraphrase. Methacrylate seems to investigate the potential for survival of nature itself in the urban context, sculpture becomes a “projectual” interpretation of water, old paintings, forests or trees.
Environments made of light and voids and chromatic presences taken to the boundaries of the immaterial show the intensity and rigour of the artist’s iconic conception.




Campobasso, March - June 2007