Catalogo
LE STANZE SEGRETE DI VITTORIO SGARBI
Lotto Artemisia Guercino
Curatore:
Pietro Di Natale
Formato:
23 x 28
Pagine:
320
N. illustrazioni:
150 a colori
Rilegatura:
Brossura con alette
Anno pubblicazione:
2016
ISBN/EAN:9788836633678
Prezzo:
35,00 Euro


Vittorio Sgarbi afferma che “la caccia ai quadri non ha regole, non ha obiettivi, non ha approdi, è imprevedibile. Non si trova quello che si cerca, si cerca quello che si trova. Talvolta molto oltre il desiderio e le aspettative”. Da questo irrefrenabile impulso, strettamente connesso all’impossibilità di rinunciare alla bellezza e al profondo amore per la propria terra, da questo collezionismo “rapsodico, originale, che ambisce a rapporti esclusivi con le opere come persone viventi”, è sorta, incontro dopo incontro, una vera e propria summa dell’arte italiana, tra pittura e scultura, dal XIII secolo ai giorni nostri: un coltivato assortimento (e accanimento) che riflette la cultura ampia e multiforme di chi ha rintracciato, acquisito, studiato e in ultimo protetto i preziosi tasselli che lo compongono.
La selezione di dipinti, disegni e sculture dalla fine del Quattrocento alla fine dell’Ottocento della collezione Cavallini Sgarbi vuole dar conto in primis della peculiare e complessa “geografia artistica” della nostra nazione. Rappresentati in maniera significativa sono i pittori marchigiani o attivi nelle Marche, come Johannes Hispanus, Cola dell’Amatrice, Lorenzo Lotto, Giovanni Francesco Guerrieri, Simone Cantarini, Andrea Lilio, Sassoferrato, Pier Leone Ghezzi e Francesco Podesti. Ampiamente documentate le altre principali scuole pittoriche italiane, da quella veneta (Pietro Liberi, Simone Brentana, Rosalba Carriera) a quella ferrarese (Nicolò Pisano, Garofalo, Ortolano, Bastianino), da quella emiliana e romagnola (Ferraù Fenzoni, Guercino, Matteo Loves, Guido Cagnacci, Filippo Comerio) a quella toscana (Giovanni Martinelli, Onorio Marinari, Giuseppe Moriani, Giovanni Duprè), da quella romana (Baciccio, Cavalier d’Arpino, Artemisia Gentileschi, Pseudo Caroselli, Giuseppe Cades, Antonio Cavallucci) a quella napoletana (Jusepe de Ribera, Andrea De Leone, Filippo Falciatore).


Osimo (AN), Palazzo Campana, marzo - ottobre 2016