Catalogo
ZORAN MUSIC
Curatore:
Flaminio Gualdoni
Formato:
23 x 28
Pagine:
88
N. illustrazioni:
30
Rilegatura:
Brossura con alette
Anno pubblicazione:
2017
Lingua:Ed. bilingue italiano/inglese
ISBN/EAN:9788836638390
Prezzo:
18,00 Euro


Attraverso una pittura dominata dai colori della terra e dai sapori arcaici, Zoran Music (Gorizia, 1909 - Venezia, 2005) ci consegna un racconto intimo e personale del suo vissuto, intrecciato ad alcuni momenti che hanno segnato la storia del Novecento. Nato nel mosaico etnico, culturale e linguistico dell’Impero austro-ungarico, Music è un artista nomade per scelta e per costrizione che davanti ai diversi paesaggi del suo peregrinare – dalle colline dalmate a quelle senesi, dai profili rocciosi alle vedute di Venezia – porta avanti “un processo di agnizione di se stesso attraverso i dati visivi” che trasforma queste vedute in un vero e proprio “paesaggio d’anima”, come scrive Flaminio Gualdoni. Una ricerca quindi che si avventura a sondare la profondità della coscienza, anche nei suoi abissi più profondi vissuti dall’artista nella tragica esperienza della deportazione a Dachau, per dare vita a una pittura che, per usare ancora le parole di Gualdoni, “non restituisca visioni ma densità affettive di snudato statuto poetico”.

By means of paintings dominated by earthy colours and archaic flavours, Zoran Music (Gorizia, 1909 – Venice, 2005) delivers a personal, intimate account of his life experiences, interwoven with moments marking the history of the 20th century. Born into the ethnic, cultural and linguistic mosaic of the Austro-Hungarian Empire, Music both chose to and was forced to become a nomadic artist. As he faced the variety of landscapes of his wandering – from Dalmatian to Sienese hills, from rocky outlines to Venetian vedute – he carried on “a process of self-recognition via visual data”, transforming the abovementioned vedute into an actual landscape of the soul (according to Flaminio Gualdoni). Thus, a quest that ventures to explore the depths of consciousness, reaching the darkest abyss encountered by the artist during his tragic experience as an inmate of Dachau, to give life to a painting intended (in Gualdoni’s words once again) “to restore the emotional wealth of a poetic statute laid bare rather than actual visions”.


Bologna, G.A.M. Galleria d'Arte Maggiore, novembre / November 2017 - gennaio / January 2018