Martedì 27 febbraio 2018


Silvana Editoriale è lieta di invitarvi alla
presentazione del volume

palazzo litta milano_190

Palazzo Litta a Milano

a cura di Eugenia Bianchi
(edito da Silvana Editoriale)

che si terrà

martedì 27 febbraio 2018 alle ore 18.30

presso

Palazzo Litta a Milano
Corso Magenta, 24


Marco Minoja conversa con
Alessandro Morandotti, Professore di Storia dell'Arte, Università di Torino
Alessandro Rovetta, Ordinario Storia della critica d'arte, Università Cattolica Sacro Cuore Milano


Il volume ricostruisce le vicende storiche, architettoniche e decorative di Palazzo Litta, una delle dimore storicamente e artisticamente più significative di Milano, emblematica di una committenza tesa a manifestare il suo potere e i suoi privilegi anche attraverso un’opportuna pratica residenziale.
Un primo capitolo è dedicato al contesto urbanistico dove è sorto il palazzo, in una prospettiva tutta inedita che volge lo sguardo fino alla Milano sforzesca e alla lenta costruzione della proprietà Arese, nella quale sorse la prima fabbrica. Anche i saggi che ripercorrono le varie tappe architettoniche e decorative del palazzo e la ricostruzione della sua immagine interna attraverso l’inventario dei beni ivi custoditi nel 1751 offrono una lettura per molti aspetti nuova, che spesso scardina valutazioni considerate come acquisite e reiterate da una pubblicistica di carattere non sempre filologico.
Di Palazzo Litta si è quindi ampiamente aggiornato il corso degli eventi, confortati dalle risultanze raccolte attraverso una costante e tenace ricerca archivistica e dalla coerenza con la storia di chi lo ha abitato e reso magnifico. Ampio spazio è allora riservato agli Arese, ai Visconti Borromeo Arese e poi ai Litta, con i quali la fabbrica arriverà fin quasi alle soglie del XX secolo non venendo mai meno alla secolare vocazione di essere un luogo magnifico, emblematico di lusso, eleganza e splendida accoglienza.
Il volume contiene infine un affondo sulla quadreria che rese illustre Palazzo Litta, una realtà costantemente citata nelle antiche guide milanesi e ricordata con ammirazione dai viaggiatori e dagli intenditori d’arte che avevano accesso alle sue splendide sale.


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